Sant'Orsola Giovanni Armenio
Sant'Orsola, vergine e martire, viene ricordata insieme alle sue compagne, martiri di Colonia. La leggenda di Sant'Orsola, pur associata al culto delle compagne, raggiunse una sua individualità soltanto nel X secolo. La prima attestazione storica della leggenda di Orsola e le compagne martiri si trova in una iscrizione conservata nella Basilica di Sant'Orsola a Colonia ed è datata alla seconda metà del IV sec./prima metà del V. Nel IX secolo ci furono nuove attestazioni dove il nome di Orsola, pur comparendo, non ha una posizione di preminenza rispetto alle compagne. Il numero delle martiri, attraverso aggiunte progressive si attestò a undici ma già alla fine del IX secolo compare il numero undicimila che si affermerà nella tradizione agiografica posteriore ( in realtà si pensa ad un errore di trascrizione del numero romano e all'aggiunta di un trattino su un carattere che ha fatto cambiare completamente il significato del numero). Nella prima metà del X secolo si introdusse l'origine inglese delle vergini, mentre solo con la prima Passio Ursulae, Orsola assunse una posizione di primato nella schiera delle vergini. Secondo questa Passio Orsola era figlia cristiana di un re britannico anch'egli cristiano. Famosa per la sua bellezza e devozione, aveva deciso di consacrare a Cristo la propria verginità. Un re pagano, affascinato dalla sua bellezza decise di chiederla in sposa per il proprio figlio Eterio; di fronte alla minaccia di una guerra Orsola, consigliata da un angelo, finse di acconsentire alle
nozze, ma chiese una dilazione di tre anni durante i quali il promesso sposo avrebbe dovuto essere educato nella fede cristiana. A Orsola vennero inoltre affidate dieci compagne, della sua stessa età e di pari nobiltà, ciascuna accompagnata da un seguito di mille ancelle. Si formò così una schiera di undicimila fanciulle che guidate da Orsola, trascorse tre anni a bordo di 11 triremi. Allo scadere dei tre anni, sospinte da un vento divino, le navi salparono e dopo un giorno di navigazione approdarono a Tiel e da qui, lungo il fiume, giunsero a Colonia dove Orsola ricevette la profezia del martirio. Ripreso il viaggio lungo il Reno, le fanciulle arrivarono a Basilea e qui si incamminarono per Roma. Fecero quindi ritorno a Colonia ma trovarono la città assediata dagli Unni. Scese a terra per i rifornimenti, furono tutte martirizzate in un solo giorno; Orsola, ignara del destino delle compagne, scese a terra per ultima. Della sua bellezza si invaghì il famigerato capo degli Unni, Attila, il quale la chiese anch'egli in sposa, promettendole salva la vita. Orsola rifiutò e venne trafitta da numerose frecce. Quando i barbari si apprestarono a saccheggiare le navi, una visione divina li mise in fuga liberando la città dall'assedio.I cittadini di Colonia, per riconoscenza raccolsero i corpi delle sante e li seppellirono. A Colonia si ritrovarono, nell'VIII secolo, le reliquie di giovani donne presso una chiesa dedicata ad alcune vergini fino ad allora sconosciute. Tra gli altri nomi femminili c'era anche quello di
Orsola una bambina di undici anni cioè, latinamente, undecimilia. Quell'indicazione di età, a quanto sembra, venne letta come undecimilia, cioè undicimila; da qui la storia delle undicimila compagne e della principessa inglese. Il culto di Sant'Orsola fu ed è tuttora enorme. Iconograficamente viene rappresentata in vesti regali, avvolta da un ampio mantello, con la corona del martirio e la freccia in una mano. E' spesso scortata dalle compagne che, in alcuni casi sono rappresentate in dimensioni minori ai piedi della santa o sotto il suo mantello. Frequente anche la rappresentazione della nave utilizzata per il viaggio. Patrona delle ragazze e delle scolare, viene festeggiata il 21 ottobre.


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